THE TIME IS NOW – il ritorno di APERITIVO ILLUSTRATO MAGAZINE

Probabilmente ciascuno di noi vive parte della propria vita, in particolare quella della maturazione intellettuale, in equilibrio fra le proprie ossessioni. Si incontra una sorta di labirinto che impedisce il fluire di altre ragioni, di altri pensieri… Ci si può perdere, senza alcuna luce, alcun segno, che ci impedisca di inciampare, che ci aiuti a proseguire.

La mia di ossessione, risiede nella consapevolezza radicata che non verremo salvati. Né anima né ragione troveranno salvezza.
Come ogni fessura invisibile nel vetro non può che infine rivelarsi, e inesorabile proseguire fino alla definitiva catastrofe, questo pensiero, ogni giorno acquista maggior consistenza.
Naturalmente vi è la fede, vi può essere la trascendenza, o la filosofia e la scienza, a mitigare tutto questo, a correre in soccorso di ognuno.
In realtà tutti desideriamo essere salvati, e ognuno per sé sceglie la propria via, recita il proprio credo.

Tuttavia, la verità che insegna la nostra storia, non solo in Occidente, ma in ogni angolo ove siano fiorite civiltà, è una verità di violenze e oscurità, un interminabile elenco di dolori, lutti, soprusi, ingiustizie rimaste tali.
Desideriamo Bellezza e Armonia oltre ogni cosa, tanto da averle dato linguaggio proprio in forma d’Arte. Desideriamo questa salvezza, ma viviamo quasi sempre in perenne dolore. E’ addirittura il dolore stesso, l’incapacità di conviverci, ad aver alimentato quasi ogni movimento artistico degli ultimi nostri due secoli.
Non aggiungo altro a questa riflessione, non in quest’ambito.

Christina Magnanelli Weitensfelder in compagnia dell’artista Futurista Giancarlo Pucci.

Posso meditare invece alcune necessità, posso considerare e addirittura auspicare alcuni strumenti, alcuni momenti, la possibilità di incontri, la possibilità di brevi tregue, la volontà a persistere, la volontà che la ragione prevalga, la volontà e la consapevolezza che ogni atto, ogni momento, ogni scritto, ogni occasione, possono essere preziose a qualcuno, possono essere testimonianza di una strada che comunque dobbiamo percorrere. Dell’unica altra via che ci è offerta per fuggire al dolore che noi stessi sappiamo generare.

Quando noi accogliamo il ritorno de L’APERITIVO ILLUSTRATO MAGAZINE (AI M), facciamo nostro fino in fondo il motto ‘The TIME IS NOW’, in copertina al nuovo numero, da Maggio disponibile anche in Italia.

La nostra è la generazione che ha visto nascere il Web. E la Rete, come ogni nostro strumento, è specchio di noi stessi e della nostra anima.
La Rete non ci ha migliorati. Ci ha solo fornito delle opportunità. Ma la scala delle complessità cui ci ha chiamato a rispondere, si è enormemente ampliata. Per poter avere senso di appartenenza in un mondo così vasto è necessario senz’altro acquisire una personale consapevolezza molto più profonda.
Una singola rivista cosa può spostare nel mondo iperconnesso? Dove virtualmente abbiamo accesso alla vita di ogni altro; dove ancor più facilmente sentiamo che stiamo smarrendo anzi tutto la nostra vita, la nostra personale ragione a vivere?
L’APERITIVO ILLUSTRATO ritorna per mille ragioni, e noi lo festeggiamo. Personalmente non ho dubbi che ogni strumento di riflessione e testimonianza, del meglio che possiamo essere, del meglio cui possiamo ambire, del talento che ci è dato, del talento a creare e a dire, anche attraverso AI M appunto, sia una risorsa assolutamente preziosa. Sia una risorsa di cui aver cura; una risorsa di cui, se non si sente necessità ora, si rimpiangerà poi l’assenza, nel caso dovesse cedere il passo.

Flavio Sciolè, attore, regista, performer.

Continuiamo a credere, in Italia, che un lascito di profonda Bellezza nata anch’essa da momenti e secoli comunque bui e tormentati, nata dal talento quasi miracoloso di decine di artisti sopravvissuti o protetti da guerre, pestilenze, carestie e quant’altro; ecco, immaginiamo che questa sia la nostra identità, la nostra anima; che questo possa bastare e proteggerci, e darci ispirazione.
Ispirazione forse; l’arte e la cultura non hanno tempo; concorrono a dettarne i ritmi semmai. Ma il presente, le urgenze del presente, sono drammaticamente vuote di possibili risposte, di risorse, di strumenti che possano indicare vie, promuovere idee, alleviare l’ansia del presente e il pensiero del domani.
Non è il singolo a poter fare la differenza, ma la somma degli elementi sì, a maggior ragione se di qualità.

Il ritorno di una rivista come AI M – L’APERITIVO ILLUSTRATO MAGAZINE, il ritorno della tenacia visionaria e carismatica di Christina Magnanelli Weitensfelder, e del suo staff di collaboratori in questo senso è assolutamente prezioso. E’ testimonianza irrinunciabile. Oltre ogni singolo articolo, oltre ogni intervista e recensione, vi è una consapevolezza dei ruoli che diventa determinazione ad essere.
Se salvezza non vi sarà, dal nostro dolore di esistere, purtuttavia, la ricerca al rimedio non verrà mai meno. Non per ingenua speranza. Per semplice puro istintivo atto vitalistico. Noi tendiamo alla luce. Come ogni essere e organismo vivente, siamo attratti dalla luce. E, siamo attratti dalla bellezza e dalla vita più di ogni altra cosa. Come esseri irrazionali ma cognitivi. E dotati di sentimento.

Essere artista, poeta, intellettuale, anzitutto è una vocazione. Quando se ne fa mestiere si rischia di perdere la propria libertà, se non si è così abili dal voler condividere con forza e lungimiranza le proprie convinzioni e il proprio talento.
Un intellettuale, così come un editore d’arte e cultura, non può scivolare verso l’intrattenimento.
Gli ambiti vanno tenuti separati, i percorsi e i ruoli sono diversi e devono esserlo con profonda consapevolezza.
Essere riferimento diventa allora vocazione, non sterile snobismo.
AI M ha vocazione per essere un punto di riferimento. Ed ha propensione e vocazione per essere testimone del talento creativo e della bellezza. E la bellezza non ha una definizione univoca, e neppure una forma univoca.

Michael H Humprey, photographer & director

E’ questa varietà e complessità che renderanno nuovamente AI M uno strumento indispensabile per accompagnare le nostre giornate, ed è su questa varietà e complessità, sulla capacità di poterle ancora una volta narrare, che si fonda la nuova sfida di Christina Magnanelli Weitensfelder, cui va la nostra riconoscenza, ed un grande sincero ‘in bocca al lupo’.

 

Luigi Arcangeli, 23 maggio 2019

 

AI M l’Aperitivo Illustrato Magazine, la storia.

L’Aperitivo Illustrato, poi AI Magazine ha una storia editoriale ormai lunga oltre un decennio. Ripercorriamola.

“È il 2006 l’anno in cui la pubblicazione si affaccia sul panorama dell’editoria delle arti visive. La rivista nasce come free-press, come provocazione al necessario ritorno alla cultura umanistica e ‘ritorno all’ordine delle cose’. Una geometria apparentemente indisciplinata di forme e colori, di ritmi musicali, lo sguardo delle immagini che scorrono dinanzi agli occhi. Un linguaggio evidentemente già unico, inconfondibile; le forme rallentano e lasciano gli spazi armonici, una vocazione dinamica che marchia a fondo il panorama dell’editoria d’arte italiana.
L’anno della svolta è il 2012, nessun cambio di direzione, la strada è segnata: iniziano le collaborazioni con esperti e professionisti del settore delle arti visive, affascinati dal linguaggio editoriale della pubblicazione, e con partner europei del lusso internazionale, inevitabilmente collegati al mondo dell’arte. Una disposizione nativa quella di #AImagazine, la sua stessa vocazione. Il clima si rivela favorevole: in Italia, anche se leggermente in ritardo rispetto agli altri paesi europei, si ‘sdogana’ il chiaro ed evidente rapporto tra alta economia e mondo delle belle arti: il vero, unico motore del mondo, grazie all’ingresso nel panorama dell’editoria ‘più istituzionale’, con inserti dedicati al mercato dell’arte, pubblicati dai grandi quotidiani, tra i quali: ‘La Lettura’ del Corriere della Sera, e ‘La Domenica’ del Sole24 ore.
L’Aperitivo Illustrato, questo il nome della testata fino al 2015, entra ‘nel vortice della sua luminosa ascesa’, cambiando il nome nell’acronimo #AImagazine – The Art Review, accompagnondolo da un ‘pay-off’ in lingua inglese, sottolineando la sua affermata internazionalità. Difatti, nel 2016, integra lo speciale annuale ‘AIM – The Book of visual arts’, un look-book di portfolio d’artista, accompagnati da solo testi critici, delle migliore firme italiane e internazionali, della grande critica autorevole indipendente, proseguendo la ‘tradizione’ degli speciali, iniziata con il supplemento uscito in occasione della ‘Notte Bianca dell’arte’ della città di Venezia.
Un filo rosso, dunque, che accompagna lo staff redazionale in una sorta di percorso avanguardistico cosparso di schegge sperimentali, verso il nuovo quindi, con un occhio al presente contemporaneo e mentre i profili del mondo sembrano labili, la pubblicazione sottolinea con forza il necessario ritorno all’ordine, dimensione fondamentale per far parlare il cuore e il sogno.
Sfogliando la pubblicazione, si coglie l’annullamento della retorica, accompagnata dall’evidente rottura degli schemi dettati dalle ragioni del moderno vuoto pneumatico, lasciando spazio a segni e simboli della nostra cultura mittel-europea.
SENZA STAGIONE, SENZA TEMPO, RINNOVATO NELLA SUA CONTINUITÀ BASATA SUI FONDAMENTI ESTETICI, #AIMAGAZINE – THE ART REVIEW È UN MUST DA COLLEZIONE dal gennaio 2007, che vede l’uscita del numero 0.
“Mai vista una rivista così bella ed elegante in Italia” dirà il critico d’arte Gillo Dorfles, in occasione di una presentazione romana sottolineando la freschezza luminosa e ‘scoppiettante’ della veste grafica del quadrimestrale.
“Una vera vocazione editoriale” afferma il fotografo Nino Migliori “non mi è mai capitata tra le mani una rivista d’arte ben stampata, dai dettagli così curati”.
Dal 2015 al 2018 la rivista è co-diretta con il critico Andrea Tinterri, conscio nel lasciare per sempre la traccia che ‘la bellezza assoluta e oggettiva è possibile’ unica formula perentoria annotata dal fondatore e designer editoriale, Christina Magnanelli Weitensfelder, durante il loro primo incontro a Milano, nel mese di Aprile del 2014.
Le collaborazioni si diramano in modalità sempre più autorevole, nei vari ambiti dell’Arte, critici ed esperti, curatori, architetti, designer, compositori musicali, esperti di mercato, una ‘composizione quasi geometrica del significato esecutivo dell’armonia estetica’. La casa editrice è italiana, nata nel 2003, pubblica periodici, volumi di pregio e cataloghi d’arte, in varie lingue, Greta’s Books (Greta Edizioni), ha la sede principale nella regione Marche. “

Citazione da uno speciale ‘Economia e Investimenti del Corriere della Sera’ (Guida del 2017) come pubblicazione su cui investire; la rivista quadrimestrale diventa definitivamente una sorta di ‘manifesto’ di contenuti, estetica, e di una nuova visione delle cose.

testo di Marco Vival – Ph Giovanni Marinelli.

AI M l’Aperitivo Illustrato Magazine, oggi.

Maggio 2019

DI NUOVO TUTTO è NUOVO.
“La qualità fine art della stampa realizzata nella città italiana del Rinascimento, Urbino, fa da cornice perfetta a questo concept di nuovo Medium, che è anche oggetto estetico da collezione”.

“La mia idea ‘ragionata’ di pubblicazione cartacea 3.0, dopo 13 anni di editoria, è arrivata a questo: l’oggetto ha la funzione della ‘restituzione del Sogno’, e deve restare nella gestione autonoma del tempo finito e infinito, è questo il traguardo dell’uomo moderno che sa utilizzare gli strumenti. La prima uscita l’ho voluta dedicare proprio al tema del ‘giusto tempo’, che ognuno trovi il suo, in armonia con il mondo e l’universo delle Cose.” – è il pensiero augurale di Christina Magnanelli Weitensfelder – fondatore e direttore artistico del nuovo AI Magazine (AI M).
Che dire? In Italia c’è fermento, e la cultura, come in ogni tempo storico, non si ferma mai.

(fonte: Comunicato stampa AIMAGAZINE Books, Maggio 2019)